Nel corso dell’ora, sono stati affrontati diversi temi: dall’evoluzione del settore beverage alle sfide geopolitiche, dalle scelte di carriera alla leadership, fino al ruolo della tecnologia, dell’intelligenza artificiale, del marketing e dei social media. Ne è emerso un dialogo ricco di spunti, nel quale Garavoglia ha condiviso riflessioni strategiche sul business, ma anche consigli molto concreti rivolti a chi si affaccia al mondo professionale.
Uno dei primi temi affrontati è stato quello dell’evoluzione dei consumi nel settore spirits. Garavoglia ha invitato a guardare i dati con attenzione, superando alcune percezioni diffuse, come l’idea che il consumo di spirits tra i giovani sia necessariamente in calo. Ha spiegato che, soprattutto nel mercato statunitense, gli spirits stanno vivendo una fase importante: nel 2023 hanno superato la birra in valore, un risultato che sarebbe stato difficilmente immaginabile qualche decennio fa. Da qui è nata una riflessione sui diversi momenti di consumo: il pre-dinner, legato alla socialità e all’aperitivo, oggi in crescita; l’after dinner, più associato a un consumo meditativo e in calo; e il consumo notturno, che rimane invece più stabile.
Un altro passaggio particolarmente interessante ha riguardato il contesto geopolitico. Garavoglia ha sottolineato come, per un gruppo internazionale come Campari, il tema più rilevante non sia tanto l’impatto diretto delle tensioni in Medio Oriente o del costo dell’energia, quanto piuttosto quello dei dazi e del cambiamento degli equilibri globali. Secondo la sua lettura, la fase attuale non può essere liquidata come un momento passeggero: riflette squilibri strutturali più profondi, che stanno mettendo in discussione alcuni presupposti della globalizzazione degli ultimi decenni. Per le aziende, questo significa dover ragionare con maggiore attenzione sulle catene produttive, sulla localizzazione della produzione e sulla capacità di adattarsi a un mondo meno lineare e più frammentato.
La conversazione si è poi spostata su temi più legati al percorso professionale. Rispondendo a una domanda sulla propria carriera, Garavoglia ha raccontato di aver sempre interpretato il proprio ruolo non tanto come quello di un manager “selezionato sul campo”, ma come garante della meritocrazia all’interno dell’organizzazione. Da qui ha condiviso uno dei messaggi più forti dell’incontro: la carriera va affrontata con pazienza. Ha invitato gli studenti a scegliere con cura le organizzazioni in cui entrare, ricordando che non è solo l’azienda a scegliere il candidato, ma anche il candidato a dover scegliere il contesto in cui investire tempo, energie e competenze. La carriera, ha ricordato, non è uno sprint ma una maratona, e l’impazienza può talvolta portare a perdere opportunità importanti nel lungo periodo.
Sempre parlando di crescita professionale, Garavoglia ha espresso anche una posizione molto chiara sul lavoro a distanza. Pur riconoscendo che ogni situazione abbia le proprie specificità, ha invitato i giovani a non sottovalutare il valore della presenza fisica, soprattutto nelle prime fasi della carriera. L’apprendimento informale, la visibilità, il rapporto personale con colleghi e superiori e la capacità di essere riconosciuti all’interno di un’organizzazione sono aspetti difficili da costruire esclusivamente da remoto.
Dal punto di vista manageriale, è emersa una visione fortemente orientata al lungo periodo. Garavoglia ha spiegato di credere molto nei cicli manageriali lunghi, soprattutto in settori come quello degli spirits, dove la conoscenza del prodotto, del mercato e delle dinamiche distributive richiede tempo. Ha messo in guardia dall’idea che tutti i ruoli manageriali siano facilmente intercambiabili: esperienze maturate in settori apparentemente vicini, come il fast moving consumer goods o il lusso, non sono sempre immediatamente trasferibili, perché ogni industria ha logiche, tempi e caratteristiche proprie.
Una parte rilevante dell’incontro è stata dedicata anche alla strategia di crescita di Campari. Garavoglia ha spiegato che, nel business degli spirits, due leve sono particolarmente decisive: marketing e distribuzione. Se il marketing non sempre beneficia automaticamente della scala, e anzi può risentire di burocrazia e minore propensione al rischio, la distribuzione è invece fortemente legata alle economie di scala. Per questo, molte acquisizioni vengono valutate in base alla loro capacità di rafforzare il footprint distributivo in determinati mercati o di valorizzare brand il cui potenziale non è ancora pienamente riconosciuto dal mercato.
A questo proposito, Garavoglia ha richiamato l’importanza di saper cogliere i segnali deboli. Ha citato, ad esempio, il caso del bourbon negli Stati Uniti: prima che i dati di consumo mostrassero chiaramente la ripresa della categoria, alcuni segnali erano già visibili nei bar, dove il back bar iniziava progressivamente a popolarsi di prodotti “brown” al posto della tradizionale prevalenza di vodka. In alcuni casi, ha spiegato, bartender e consumatori anticipano tendenze che i numeri registrano solo in un secondo momento.
Il tema delle acquisizioni ha portato anche a una riflessione sul private equity. Garavoglia ne ha riconosciuto il successo come industria, ma ha invitato a leggere i rendimenti con spirito critico, considerando il ruolo della leva finanziaria, dell’illiquidità e dell’orizzonte temporale degli investimenti. Nel settore degli spirits, ha osservato, il private equity non ha storicamente prodotto grandi casi di successo, probabilmente perché si tratta di un business che richiede pazienza, continuità e costruzione del valore su cicli lunghi.
Guardando alle sfide future, Garavoglia ha indicato come particolarmente rilevante la crescita del mondo ready-to-drink e ready-to-serve, soprattutto negli Stati Uniti. Per Campari, la sfida è riuscire a presidiare questi segmenti in forte espansione senza compromettere l’equity dei propri marchi. Ha infatti sottolineato come alcune strategie di estensione del brand possano essere attraenti nel breve periodo, ma rischiose nel lungo, se finiscono per diluire il posizionamento e la forza simbolica del marchio.
Anche il tema della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, è stato affrontato con realismo. Garavoglia ha osservato che, nel settore degli spirits, la tecnologia non ha lo stesso impatto diretto sul prodotto che può avere in altre industrie. Tuttavia, può incidere in modo significativo sul marketing, sulla comunicazione e sul modo in cui i brand costruiscono relazioni con i consumatori. Più in generale, ha ricordato che spesso si tende a sopravvalutare l’impatto della tecnologia nel breve termine e a sottovalutarlo nel lungo periodo: un equilibrio che rende oggi difficile prevedere con precisione la portata reale dell’AI.
La parte finale dell’incontro si è concentrata sul rapporto tra brand, experience e social media. Garavoglia ha invitato a usare con cautela il termine “esperienza”, spesso abusato nel linguaggio del marketing, ma ha riconosciuto che il mondo emotivo e narrativo che circonda un prodotto è oggi sempre più importante. Il digitale consente ai brand di creare forme di interazione più dirette e coinvolgenti con i consumatori, ma allo stesso tempo porta con sé rischi culturali e sociali non trascurabili.
Proprio sui social media, Garavoglia ha espresso una posizione molto critica, sottolineando come abbiano contribuito alla frammentazione dei corpi intermedi e alla diffusione di dinamiche legate alla gratificazione immediata. Rivolgendosi agli studenti, ha concluso con un messaggio molto netto ma efficace: non esistono scorciatoie. Costruire un percorso solido richiede impegno, lavoro, cultura, relazioni autentiche e capacità di pensare nel lungo periodo.
Nel complesso, il webinar con Luca Garavoglia è stato un momento di grande valore per gli studenti Mentors4u: l’incontro ha permesso non solo di comprendere meglio le dinamiche di un grande gruppo internazionale come Campari, ma anche di riflettere su temi più ampi legati alla carriera, alla leadership, alla tecnologia e al futuro del lavoro. La forza dell’evento è stata proprio nella combinazione tra concretezza manageriale e profondità di visione: un confronto diretto, stimolante e ricco di spunti utili per studenti che stanno costruendo il proprio percorso professionale.
-Elisabetta Fabris, Vincenzo Ciccolella, Natale Cordisco, Luis Alberto Di Campo, Isabella Marcosano, Filippo Sabadin, Giovanni Tealdi